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Rice for Life 2021

Carissimi, 

anche per il 2021 è partita la campagna RISO “Rice for Life 2021″! Sono disponibili sacchetti da 2Kg di RISO CARNAROLI e le donazioni saranno devolute al St. Francis Children’s Village.

I contatti per Info & Prenotazioni sono indicati qui nella locandina.

Grazie a chi ci sosterrà e a tutti i volontari coinvolti nel progetto!

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Ringraziamenti Rice for Life 2020

Carissimi amici, ecco i nostri ringraziamenti per il vostro sostegno alla campagna RISO 2020!

ringraziamento riso 2020

Attività dei ragazzi – 2020

Nel corso di quest’anno, i ragazzi hanno alternato le attività scolastiche con altre più pratiche, volte al miglioramento dell’autosufficienza del Villaggio.

attività2020-9Durante i loro turni, i ragazzi più grandi hanno aiutato i responsabili del mantenimento del villaggio, imparando, tra le altre cose, a gestire anche questo tipo di attività!

Siamo molto orgogliosi dei risultati scolastici che hanno raggiunto e dei lavori portati a termine!

Per visualizzare le altre foto, cliccate QUI ed entrate nella nostra Gallery! 

Attività 2020

Messaggio di Natale 2020

Padre Francis e i ragazzi del Villaggio ci hanno preparato e mandato questo videomessaggio a Natale! E’ stata una bellissima sorpresa: in un solo video sono racchiusi auguri, canti e ricordi felici di questo complicato 2020. Visualizzatelo anche voi cliccando qui —>  VideomessaggioNatale2020

Natale 2020 al Villaggio!

I ragazzi hanno trascorso così il Natale 2020!

Nuova sala da pranzo!

Ecco la nuova organizzazione della SALA DA PRANZO del Villaggio!

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#JerusalemaChallenge – St. Francis Children’s Village

Anche i ragazzi del St. Francis Children’s Village partecipano alla #jerusalemachallenge #jerusalemadancechallenge !!!

Video: #jerusalemachallenge St Francis

Immagine anteprima YouTube

Video Ringraziamenti e Saluti dal Villaggio!

Direttamente dal Villaggio, Padre Francis manda i suoi saluti e ringraziamenti a tutti gli amici e sostenitori dell’Associazione!
Ci informa che i ragazzi stanno proseguendo con gli studi e si stanno preparando agli esami conclusivi che si terranno quando le scuole pubbliche verranno riaperte in Kenya.
Grazie alla chiusura preventiva del Villaggio St.Francis, tutti i ragazzi e gli insegnanti stanno bene e nessuno è entrato in contatto con il virus.
Visualizzatelo cliccando qui sotto!

Newsletter Ottobre 2020 e Campagna Riso

Cari amici e sostenitori, 

desidero informarvi sulla situazione del nostro Villaggio San Francesco in tempi di Covid.

Subito dopo il rientro dei volontari dalla missione di febbraio/marzo, anche il Kenia ha attuato un lock-down generalizzato. Il Villaggio si è isolato completamente: nessuno ha potuto entrare e uscire; anche gli insegnanti sono stati alloggiati all’interno del Villaggio, in modo da evitare rischi di contagio. Con grande nostra soddisfazione, ad oggi nessun ragazzo o insegnante è stato contagiato. 

Ora il Kenia sta riaprendo parzialmente le scuole, così che a gennaio i nostri ragazzi potranno sostenere gli esami presso le scuole pubbliche senza perdere l’anno scolastico.

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Per affrontare l’isolamento, sono state implementate tutte le attività economiche rivolte all’alimentazione: sono state coltivate a cereali e verdura tutte le aree disponibili  all’interno del Villaggio, nelle zone limitrofe e nelle due Farm; è stato creato un allevamento di capre nella Farm di Chaira; continuano le attività di allevamento di  maiali e  di polli e la piscicoltura. Una parte della produzione viene anche venduta.

 

Il beneficio finanziario derivante da questi miglioramenti ha compensato in parte la nostra difficoltà a sostenere il Villaggio con regolarità. Le donazioni alla nostra Associazione sono diminuite a causa della difficile situazione economica e non riusciamo ad inviare con regolarità il sostegno mensile di 8.000 euro.

Contiamo di poter riprendere le nostre missioni nella primavera dell’anno prossimo. Molte attività sono programmate.

Come anticipato nella newsletter precedente, intendiamo ristrutturare la cucina e realizzare l’impianto d’irrigazione nelle due Farm del Villaggio. 

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Per aumentare la capacità di autosostentamento alimentare, abbiamo in programma di costruire un capannone, sull’area esterna ma di proprietà del Villaggio, da adibire ad allevamento di polli; i fondi necessari saranno donati da un nostro sostenitore. 

Concludendo,  il progetto del Villaggio continua ad essere il nostro orgoglio; i ragazzi sono accuditi ed educati bene e la formazione ricevuta permette loro di trovare più facilmente un lavoro dignitoso. Diversi ragazzi alla fine del periodo scolastico sono impiegati nelle attività economiche del villaggio o aiutano gli insegnanti come tutors.

 

Faccio un appello agli amici e sostenitori perché continuino a sostenere economicamente il Villaggio tramite la nostra Associazione. Nell’associazione non ci sono dipendenti, tutto il lavoro viene fatto gratuitamente dai volontari che tengono a loro carico anche le spese di viaggio e vitto nelle missioni; tutto quello che  viene donato è utilizzato per i progetti, quasi esclusivamente per il Villaggio. 

Per chi non può impegnarsi per l’adozione a distanza di un bambino o ragazzo o per una donazione, suggerisco un aiuto che mi sembra poco oneroso: come ogni anno, in occasione delle festività, organizziamo la distribuzione di riso Carnaroli in sacchetti da 2Kg a monte di una donazione di minimo 6,00 euro. Può essere un’idea per un piccolo regalo agli amici e parenti. I contatti per info e prenotazioni sono indicati nella locandina allegata —> (RiceForLife2020).

Un cordiale abbraccio, 

Giancarlo Magni 

(Presidente)

RiceForLife2020

 

 

Ringraziamenti dal Villaggio

Dopo circa tre mesi di lockdown, la vita al Villaggio St. Francis prosegue serena e tranquilla. I ragazzi continuano con le loro attivita’ quotidiane, scolastiche e sportive, anche grazie alla costante presenza degli insegnanti e dello staff che sono rimasti all’interno del Villaggio per la quarantena.

Qui sotto, la lettera che il direttore Padre Francis Limo Riwa ci ha scritto per ringraziare l’Associazione e tutti i sostenitori per l’aiuto ricevuto.

Lettera ringraziamenti-Giugno2020

 

 

Ci stanno arrivando anche dei video direttamente dal Villaggio, che man mano vi mostreremo! Ecco il primo:

Video Ringraziamenti-Giugno2020

Storie dei ragazzi di Eldoret

Vogliamo raccontarvi le storie di Dedan, David e Barack, tre ragazzi arrivati al St. Francis Children’s Village da Eldoret, nel 2008.  A seguito delle elezioni presidenziali del 2007, in Kenya sono scoppiate sanguinose contestazioni e gli scontri, inizialmente di carattere politico, hanno in breve acquisito basi etniche. Oltre agli slum di Nairobi e Mombasa, la regione ad ovest del Paese -dove si trova la città di Eldoret- è stata una di quelle maggiormente colpite dalle violenze. Questo triste scenario ha contribuito all’esacerbazione della già drammatica situazione dei ragazzi di strada, e un gruppo di loro, ad inizio 2008, è stato portato al Villaggio dai nostri volontari. Oggi, 12 di questi ragazzi frequentano l’Università di Nairobi e altri tre, Dedan David e Barack, sono tornati al St. Francis Village per lavorare come idraulici, muratori o in cucina, dopo aver ottenuto il diploma alla scuola superiore tecnica.

Di seguito  vi riportiamo la lettera che ci hanno scritto per raccontarsi e condividere con noi i loro sogni. 

Cari amici del Villaggio San Francesco,Eldoret_Dedan-David-Barack2020
Dedan, David e Barack vi salutano, in nome di Nostro Signore Gesù Cristo. Noi siamo ragazzi che vengono da Eldoret. Siamo stati portati al Villaggio San Francesco nel 2008 a causa delle violenze che si erano scatenate dopo le elezioni. Queste violenze ci hanno resi orfani e senza una casa.
Io Dedan Kimatho, sono nato da una madre single, che è morta nel 2006. Da allora sono stato cresciuto da mia nonna, che però è morta nel secondo giorno di violenza a seguito delle elezioni. Ho proseguito comunque gli studi [presso il Villaggio San Francesco, NDR]. Ho finito il liceo nell’anno 2018, poi ho iniziato la Scuola Tecnica dove ho scelto di studiare saldatura. Ora però non ho il capitale che mi può aiutare ad ottenere la terra e quanto mi serve per dare avvio alla mia vita. Sono rimasto al Villaggio San Francesco. Ciò che vorrei ora è che qualcuno di buona volontà mi aiutasse ad avere un pezzo di terra e l’attrezzatura minima necessaria per avviare la mia attività e la mia vita.
Io mi chiamo David Wahou. Io vorrei un supporto dagli amici che desiderano che noi facciamo l’Università, io vorrei fare un corso sul Cibo e le Bevande (Food & Beverage) che dura tre anni. Grazie.
Io sono Barack Kipchoye, vengo da Eldoret. Io avrei bisogno di una mano per andare a studiare al Politecnico per frequentare un corso di Ingegneria Elettrica che dura tre anni. Grazie.
Infine vorremmo ringraziarvi per avere accettato di aiutarci qui al Villaggio San Francesco. Ci dispiace e preghiamo per voi e per i vostri amici affinché il coronavirus, che è diventato una minaccia, possa terminare in nome di Gesù.  Buona Pasqua a tutti voi!

Dedan, David e Barack

 

Newsletter Febbraio 2020 – Lettera del presidente Giancarlo Magni

Cari amici e sostenitori,

ho passato un Capodanno originale. Per la prima volta, con alcuni volontari sono andato al Villaggio non per lavorare, ma per godere alcuni giorni di vacanza serena assieme ad amici italiani e locali. E’ stata una vacanza indimenticabile.

Refettorio-2020-01-06

Al Villaggio la vita scorre serena, i bambini e ragazzi sono sorridenti e ben nutriti e siamo orgogliosi di avere contribuito a creare questa bella realtà.

Il numero dei ragazzi è stabile in circa in 450; penso sia il massimo che il Villaggio possa ospitare. Un numero maggiore richiederebbe un notevole aumento delle strutture e sarebbe anche difficile da gestire.

Durante le tre missioni del 2019 abbiamo apportato alcuni miglioramenti al Villaggio, all’apparenza minori, ma di grande utilità pratica: abbiamo realizzato camminamenti di collegamento fra i vari edifici, in modo da evitare i problemi creati dal fango nei periodi di pioggia; abbiamo costruito tavoli e panche per il refettorio, così ora tutti i ragazzi possono mangiare contemporaneamente, evitando i turni.

La maggior parte delle risorse è stata dedicata ai lavori di manutenzione muraria, elettrica e idraulica.

Durante le missioni del 2020 dedicheremo parte delle risorse alla ristrutturazione della cucina del Villaggio e alla sostituzione delle attrezzature.

Inoltre realizzeremo l’impianto di irrigazione della farm nei pressi di Meru, donata al Villaggio dai volontari di Campione d’Italia. L’acquisto della motopompa e delle tubazioni sarà finanziato da un benefattore svizzero.

Benjamin-2020-01-06

 

 

Segnalo un successo eccezionale del sistema educativo del Villaggio: il giovane Benjamin, che aveva già vinto una borsa di studi e che aveva frequentato un anno di università negli Stati Uniti, ha ottenuto il master in economia all’Università di Nairobi.

Sono sicuro che avrà un brillante futuro.

 

 

 

Riguardo agli altri progetti, vi informo che l’Associazione ha collaborato con la congregazione belga dei frati Scheppers per la costruzione di un Villaggio per ragazzi profughi in Burundi. La collaborazione è consistita essenzialmente nella consulenza per l’organizzazione del cantiere, nel reperimento di materiali e attrezzature di produzione europea e nell’approntamento e spedizione dei containers.

Il progetto per la costruzione dell’ospedale San Francesco a Narok (Kenia) per il quale l’Associazione aveva promosso una raccolta fondi, si è interrotto. Purtroppo il promotore, il frate francescano Franco Manenti è morto improvvisamente nello scorso mese di ottobre e probabilmente il progetto sarà definitivamente cancellato.

Come da tradizione, anche nel 2019 abbiamo svolto iniziative di raccolta fondi, tra le quali la consueta campagna “Rice for Life “ che contribuisce al sostegno delle spese di un mese di gestione del Villaggio.

Vi invito a visitare il nostro sito www.sanfrancesco-osnago.it che continueremo ad arricchire e aggiornare con continuità, contando anche sui vostri suggerimenti.

Vi invitiamo ad inviarli a:

amicisanfrancescoonlus@gmail.com 

Con l’occasione vi ricordo che il 5 per mille è sempre una risorsa fondamentale per il sostentamento del Villaggio. In occasione della prossima dichiarazione dei redditi vi invito caldamente a scegliere la nostra Associazione, e quindi appoggiare le varie attività in cui è impegnata, indicando nel riquadro “sostegno del volontariato”, il codice fiscale: 02538040136.

Un cordiale abbraccio

Giancarlo Magni 

(Presidente)

Padre Francis ad Osnago per festeggiare con noi i 20 anni dell’Associazione

In questi giorni Padre Francis Limo Riwa, che insieme a noi ha dato vita al Villaggio St. Francis in Kenya, è stato ospite ad Osnago per festeggiare con l’Associazione il Ventesimo Anniversario della sua fondazione.

Ringraziamo di cuore lui e tutti i volontari sempre pronti a dare una mano!

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RICE for LIFE 2019

E’ ufficialmente iniziata la ‘Campagna Riso 2019′!!

Con RICE for LIFE sono disponibili sacchetti di RISO CARNAROLI ITALIANO (raccolto 2019) da 2 Kg, confezionati per la nostra Associazione.

Tutto il ricavato sarà devoluto a sostegno del St Francis Children Village in Kenya.

 

Per info e prenotazioni: Edoardo (3358063297) – Salvatore (3403107860)

 

Rice4Life2019

 

Grazie a tutti i nostri sostenitori!

 

La seconda volta-pensieri al rientro

Fine Agosto 2019

La seconda volta cambiano molte cose.
Ci vuole forse ancora più volontà a tornare, una seconda volta, a passare una seconda estate al Saint Francis, coi suoi 500 bambini, i cantieri, i progetti, la polvere e le ruspe.
La seconda volta parti forse con meno brivido dell’inesplorato sulle spalle, hai un’idea diversa da quella del “fare un’esperienza”, di partire “semplicemente” per questa indistinta terra, per questa idea di Africa, altrove sconosciuto e un poco esotico che abbiamo stampato e un po’ stereotipato nella nostra testa.
Forse oggi troppo spesso viviamo le nostre vite e anche i nostri viaggi col desiderio, a volte un po’ bulimico, di accumulare esperienze sempre nuove, diverse a tutti i costi, per condividerle, appena possiamo sui nostri profili social che ci identificano sempre di più.
Ecco perché tornare costa, è difficile. E tornando, per la prima volta, penso ancora di più a Pierluigi, Giancarlo, Matteo, Don Alessandro, alla squadra di pensionati che da tantissimi anni torna, fedele, a Nchiru.
Tornano per un affetto, per piacere, per amore, per uno scopo.
E forse è più difficile trovare la novità per loro, che tornano. Forse questi volontari non cercano nemmeno la novità e lo stupore del viaggio, non ci pensano. O forse i volontari storici la novità e lo stupore li ritrovano sempre, più di me, ogni anno, nei cambiamenti che vedono, nei volti che cambiano, nelle case, nelle strutture di cui si fanno costruttori, passo dopo passo, mattone per mattone, gettata per gettata.
La seconda volta poi ti rendi conto ancora di più di cosa sia il Villaggio e l’Associazione. Comprendi le difficoltà quotidiane del Saint Francis (il mais che manca per fare la farina o l’acqua che scarseggia) e capisci anche le conquiste ottenute, cosa significhi recuperare centinaia di bambini e ragazzi che forse sarebbero rimasti su una strada, a sniffare colla, o altre droghe o a bere. E attorno al villaggio ne vediamo tanti, troppi, di adulti così che vivono privi di uno scopo, pronti a fare dell’alcol o della dipendenza di turno l’obiettivo della vita.
La seconda volta ti butti di più nella realtà che ti circonda e nelle relazioni che puoi costruire con chi condivide tempo, spazio e desideri con te.
Azzardi l’utilizzo di un flessibile per la prima volta nella tua vita nella giornata di ferragosto, ti arrampichi sui davanzali per cercare di dipingere un tetto, cominci a fare cose che non faresti in Italia, nella tua vita quotidiana, cominci a fidarti un poco di più di te stesso (cosa che faccio molto poco di mio)e di chi sta intorno, anche se a volte non capisci bene tutto.
La seconda volta infatti ti fai molte più domande su quel che ti circonda, su quel che c’è da fare, sulle priorità nei progetti e sul senso del tuo impegno. Non sempre trovi le risposte, le rispose che vorresti, quelle da Europeo, un po’ curioso e sempre pronto a fare tante domande, forse troppe ed anche inutili come il sottoscritto fa. Ma anche questo, in fondo, è partire e vivere un altrove: cominciare a immergersi nella realtà dove sei, senza stare un gradino sopra essa, pensando di poterla vedere meglio dall’ alto o da lontano.
E’ così che uno degli ultimi giorni di questo mese, bellissimo, ho realizzato che cominciavo forse per la prima volta a sentirmi immerso pienamente in quel che stavo vivendo e in quel che facevo.
Era il quinto viaggio avanti e indietro, sul retro di un camion a trasportare i plinti (una delle tante nuove parole apprese quest’anno) della fondamenta di una nuova grande chiesa, cuore di una comunità, che abbiamo iniziato a costruire e sulle cui proporzioni ho avuto e continuo ad avere dei dubbi. Ma è un discorso a parte.
Quel che conta è che insieme a Bobo, Nicolas, Michele, Federica, Laura, Alessandra e a tutti gli altri stavamo costruendo e trasportando le fondamenta di qualcosa di grande, che qualcuno vivrà, abiterà, che i tanti volti che ti circondano, ti salutano e ti sorridono vedranno crescere.
In quel momento, con la polvere in faccia e un plinto sotto al sedere, su un vecchio camion, forse ho capito ancora di più perché i nostri volontari tornano, perché ha senso e vale la pena farsi costruttori di qualcosa di vero, per qualcuno.
Ho pensato ad alcune righe di una poesia di un poeta italiano, Franco Arminio che avevo letto prima di partire.
La poesia recita così:
La vede solo chi ci ama,
la bandiera che ci sventola nel viso,
la verità per cui lottiamo,
il sogno non ancora ucciso.
Forse, trasportando fondamenta di qualcosa di grande cominceremo a vedere i veri sogni di chi ci circonda e di chi amiamo, quelli che nella nostra Europa o nella silenziosa, perfetta e ricca Zurigo dove sono atterrato teniamo nascosti o neppure cerchiamo più.
Insomma, servirà una terza volta.

Francesco G.

 

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Ringraziamenti per campagna RISO 2018!

Grazie a tutti voi sostenitori!

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NEWS DAL VILLAGGIO – FEBBRAIO 2019

Cari amici e sostenitori,

mi scuso per non avervi fatto avere per molto tempo notizie sul Villaggio San Francesco e sulle altre iniziative dell’Associazione. Sono un uomo di azione e faccio molta fatica a dedicarmi alla comunicazione, pur riconoscendo che è un aspetto importante della vita associativa.

Con l’occasione del nuovo anno e dei relativi propositi, mi impegno a tenervi periodicamente informati.

Villaggio San Francesco

Attualmente i bambini e i ragazzi ospitati sono 459 per la maggior parte ragazzi di strada o estremamente poveri. Per poter dare una sistemazione a tutti, in alcune camere sono stati installati letti a castello a tre livelli, donati da sostenitori americani. Con loro condividono la vita quotidiana (istruzione e alimentazione) 80 bambini ammalati di AIDS provenienti da una struttura nelle vicinanze (S. Filomena). L’alimentazione, abbondante e regolare, e la somministrazione di medicine hanno già dato risultati importanti e in diversi casi è scomparsa la positività.

Vengono inoltre nutrite dal Villaggio 70 bambine della vicina scuola di Santa Clara.

Attualmente 46 ragazzi frequentano le superiori o scuole esterne di formazione professionale.  27 giovani frequentano l’università statale che è adiacente al villaggio e riescono a procurarsi il denaro per la iscrizione svolgendo lavori al Villaggio, anche come tutors per gli altri ragazzi.

4 ragazzi che hanno terminato gli studi lavorano al Villaggio come insegnanti  e 2 sono impiegati in lavori manuali, in cucina, pulizia o manutenzione.

La nostra associazione contribuisce economicamente con un versamento mensile di 7.800 euro per il mantenimento dei ragazzi. Questo importo copre oltre la metà del fabbisogno. Per il resto delle spese siamo impegnati da anni nella creazione di imprese sociali il cui reddito è destinato completamente al Villaggio, sia in forma monetaria per i prodotti venduti, che in natura, per quelli consumati direttamente. Tra le iniziative economiche, oltre al tradizionale allevamento dei maiali e coltivazione agricola, ha un grande sviluppo la produzione di filetti di pesce, consumati in parte dai ragazzi, ma soprattutto venduti sul mercato. Ora le vasche di allevamento sono 4 ed il ciclo produttivo parte dalla fecondazione delle uova fino alla macellazione. Anche la produzione agricola nella zona adiacente al Villaggio e nelle farm contribuisce a una buona parte delle necessità alimentari dei ragazzi. Il Villaggio e la nostra associazione intendono coltivare razionalmente due farm esterne di grandi dimensioni e stanno studiando piani di irrigazione e coltivazione che implicano un sostanzioso finanziamento, attualmente non disponibile.

Il Villaggio raccoglie inoltre fondi da donatori europei e americani, generalmente dedicati a progetti specifici di ampliamento e miglioramento, che i nostri volontari realizzano durante le varie missioni (febbraio, agosto e novembre), come il padiglione sanità di 1000 mq, realizzato su due piani e dotato di servizi igienici, docce e lavanderia.

Durante il 2018 i nostri volontari, con l’aiuto di maestranze locali, hanno costruito una casa di accoglienza per ospitare i volontari o i sostenitori in visita al Villaggio. E’ nel perimetro del Villaggio e può ospitare fino a 26 persone, oltre al sottoscritto, a Padre Francis e a tre collaboratori locali. Ciò permetterà ai volontari di soggiornare in un ambiente migliore, a contatto con il Villaggio, con risparmio sui tempi di trasferimento e sui costi di pernottamento.

Durante la prossima missione di febbraio/marzo verranno messi in funzione i pannelli fotovoltaici donati da nostri sponsor; ciò consentirà al Villaggio la completa indipendenza energetica.

Altri progetti

L’Associazione ha deciso di collaborare con la Congregazione belga dei frati Scheppers per la costruzione di un villaggio in Burundi, destinato a ospitare ed educare circa mille ragazzi profughi di etnia Tutsi rifugiati in Tanzania durante i disordini razziali.
La nostra attività consisterà nella consulenza progettuale e costruttiva, nel procurare i beni di origine europea e nell’assistere la Congregazione nell’approvvigionamento dei materiali reperibili in Kenya. Non è esclusa la partecipazione dei nostri volontari alla costruzione, compatibilmente con le altre priorità.

E’ stato inoltre deciso di aiutare il frate francescano italiano Franco Manenti nella progettazione e nella raccolta fondi per la costruzione dell’ospedale San Francesco a Narok, nel Sud-Ovest del Kenya. Inizialmente verrà realizzato il reparto maternità.

Tra le iniziative di raccolta fondi ricordo la ormai consueta iniziativa Rice for Life, ossia la vendita di riso Carnaroli in occasione delle festività di Natale o in altre occasioni particolari, che contribuisce a finanziare almeno una mensilità di sostegno al Villaggio.

Vi invito ad inviare i vostri suggerimenti ad amicisanfrancescoonlus@gmail.com , il volontario incaricato provvederà a prendere in carico quanto esposto e fornirvi tempestivi aggiornamenti.

Ringrazio tutti per la vostra amicizia, fiducia e sostegno e chiedo il vostro contributo, anche sotto forma di suggerimenti, per migliorare l’efficacia della nostra azione.

 

Osnago, 4 febbraio 2019

ASSOCIAZIONE AMICI DI SAN FRANCESCO – ONLUS

Giancarlo Magni

(Presidente)

HOSPITALITY HOUSE!

UNA STRUTTURA di ACCOGLIENZA nel VILLAGGIO ST. FRANCIS PER FAR SENTIRE I NOSTRI VOLONTARI E SPONSOR SEMPLICEMENTE A CASA!

Lo scopo di questo progetto appena ultimato è di offrire a volontari, sponsor ed amici una casa dove poter alloggiare durante la permanenza al Villaggio St. Francis.

In questo modo, sarà possibile vivere a stretto contatto con i piccoli ospiti del St.Francis ed approfondire la conoscenza della routine del Villaggio e delle persone che vi lavorano costantemente.

Avendo una visione più completa della vita quotidiana al St. Francis Children Village, chi sceglie di sostenerci potrà comprendere più a fondo i progetti che proponiamo e cogliere lo spirito che anima la nostra Associazione.

Ecco, dunque, come si presenta la nostra HOSPITALITY HOUSE a lavori terminati!

 

Hospitality House al St. Francis Children's Village

 

La casa è composta da un salone centrale con cucina e dispensa, da un locale lavanderia e da 10 camere da letto con bagno (5 stanze per lato), per un totale di circa 30 posti letto. In questo modo, siamo in grado di ospitare, oltre ai volontari e agli sponsor, anche tutti coloro che sono semplicemente interessati a conoscere i nostri progetti.

Nella stessa struttura sono presenti, inoltre, gli alloggi per Padre Francis, Nicholas ed Amina, che rimangono al Villaggio tutto l’anno.

 

Hospitality House

 

Ringraziamo di cuore gli sponsor, gli operai del posto e gli instancabili volontari che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto!

RICE FOR A SMILE

RISO PER UN SORRISO!
ecco lo scopo di questa serata!

* Sabato 10 novembre 2018, 5Glam (via San Francesco 5/A, Lomagna)
* APERITIVO a partire dalle 19.30
* CENA, piatto principale: risotto!

RICE FOR A SMILE

 

Dalle strade al Villaggio: Francis Thuranira

Il mio nome è Francis Thuranira e sono nato nell’anno 1992. Con la morte dei miei genitori sono rimasto orfano e sono finito nelle strade di Meru. La vita qui era molto dura e difficile per me: non c’era cibo, né acqua, né vestiti. Tutto mi sembrava un inferno. Dovevo continuamente fare i conti con i maltrattamenti dei ragazzi di strada più grandi, che non perdevano tempo nel rivalersi su di noi più piccoli; é a causa di questi comportamenti che sono stato condotto all’uso di droghe.

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Sono stato nelle strade combattendo con la vita fino al 1999, quando ho incontrato per la prima volta Padre Francis Limo Riwa. Da quel primo     momento, Padre Francis è sempre tornato nei mesi successivi fra le strade di Meru e noi ragazzi di strada, allora, eravamo soliti chiedergli il pane. Ma un    giorno, lui, invece di aiutarci con una pagnotta, ci propose di seguirlo nella sua scuola. Noi accettammo. Fu quel giorno che conoscemmo il St. Francis Children’s Village e cominciammo la scuola.

 

La vita al Villaggio ci sembrò subito meglio che fra le strade. Padre Francis ci veniva incontro per tutti i nostri bisogni primari: il cibo, un rifugio e dei vestiti; in aggiunta a queste cose, ci diede un’educazione. A quel tempo però non c’erano strutture né padiglioni, ma solo semplici stanze fatte di legno e fogli di lamiera. Nonostante questo eravamo contenti.

IMG_1599Con il passare del tempo Padre Francis coinvolse nel progetto nuove persone e, assieme agli amici italiani dell’Associazione Amici di San Francesco, cominciò a costruire degli edifici adatti insieme allo studio e alla vita di tutti i giorni. Il tempo è passato e tutto è cambiato. La vita è migliorata di anno in anno e Padre Francis ci ha guidati attraverso i quattro pilastri della vita: la preghiera, lo studio, lo sport e il lavoro. Queste quattro colonne sono state per noi una reale ed efficace luce da seguire nel nostro percorso. Personalmente, sono cresciuto con questi principi.

Inoltre, la sua fondamentale filosofia del “simple living and high thinking” è stata e continua ad essere il centro del sistema educativo del Villaggio, dalla sua nascita ad oggi.

 

Ho cominciato così i miei studi al St. Francis Children’s Village, passando attraverso la scuola primaria (conseguendo il Kenya Certificate of Primary Education nel 2012) e secondaria. Mi sono impegnato seriamente, superando con successo la classe prima, seconda e terza superiore. Al momento sono all’ultimo anno, il quarto, aspettando e studiando per l’esame nazionale (Kenya Certificate of Secondary Education). Una volta superatolo ho intenzione di iscrivermi all’Università, dove spero di conseguire una laurea in Tecnologie Informatiche. Questo mi darà l’occasione di avere un futuro più luminoso e di sradicare così me stesso dalla povertà, dall’ignoranza e dalla malattia.

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Sono davvero contento di vivere al St. Francis Children’s Village: vedo un futuro diverso e migliore da quello a cui sarei stato destinato dalle mie condizioni iniziali.

Ringrazio di cuore Padre Francis e tutti gli amici che lo supportano. Possiate voi continuare a partecipare all’esperienza del Villaggio, cosicchè io e gli altri ragazzi possiamo camminare strade nuove e ricche di obiettivi. Dio vi benedica.

 

Sinceramente vostro,

Francis Thuranira Sheva