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Padre Francis ad Osnago per festeggiare con noi i 20 anni dell’Associazione

In questi giorni Padre Francis Limo Riwa, che insieme a noi ha dato vita al Villaggio St. Francis in Kenya, è stato ospite ad Osnago per festeggiare con l’Associazione il Ventesimo Anniversario della sua fondazione.

Ringraziamo di cuore lui e tutti i volontari sempre pronti a dare una mano!

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RICE for LIFE 2019

E’ ufficialmente iniziata la ‘Campagna Riso 2019′!!

Con RICE for LIFE sono disponibili sacchetti di RISO CARNAROLI ITALIANO (raccolto 2019) da 2 Kg, confezionati per la nostra Associazione.

Tutto il ricavato sarà devoluto a sostegno del St Francis Children Village in Kenya.

 

Per info e prenotazioni: Edoardo (3358063297) – Salvatore (3403107860)

 

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Grazie a tutti i nostri sostenitori!

 

La seconda volta-pensieri al rientro

Fine Agosto 2019

La seconda volta cambiano molte cose.
Ci vuole forse ancora più volontà a tornare, una seconda volta, a passare una seconda estate al Saint Francis, coi suoi 500 bambini, i cantieri, i progetti, la polvere e le ruspe.
La seconda volta parti forse con meno brivido dell’inesplorato sulle spalle, hai un’idea diversa da quella del “fare un’esperienza”, di partire “semplicemente” per questa indistinta terra, per questa idea di Africa, altrove sconosciuto e un poco esotico che abbiamo stampato e un po’ stereotipato nella nostra testa.
Forse oggi troppo spesso viviamo le nostre vite e anche i nostri viaggi col desiderio, a volte un po’ bulimico, di accumulare esperienze sempre nuove, diverse a tutti i costi, per condividerle, appena possiamo sui nostri profili social che ci identificano sempre di più.
Ecco perché tornare costa, è difficile. E tornando, per la prima volta, penso ancora di più a Pierluigi, Giancarlo, Matteo, Don Alessandro, alla squadra di pensionati che da tantissimi anni torna, fedele, a Nchiru.
Tornano per un affetto, per piacere, per amore, per uno scopo.
E forse è più difficile trovare la novità per loro, che tornano. Forse questi volontari non cercano nemmeno la novità e lo stupore del viaggio, non ci pensano. O forse i volontari storici la novità e lo stupore li ritrovano sempre, più di me, ogni anno, nei cambiamenti che vedono, nei volti che cambiano, nelle case, nelle strutture di cui si fanno costruttori, passo dopo passo, mattone per mattone, gettata per gettata.
La seconda volta poi ti rendi conto ancora di più di cosa sia il Villaggio e l’Associazione. Comprendi le difficoltà quotidiane del Saint Francis (il mais che manca per fare la farina o l’acqua che scarseggia) e capisci anche le conquiste ottenute, cosa significhi recuperare centinaia di bambini e ragazzi che forse sarebbero rimasti su una strada, a sniffare colla, o altre droghe o a bere. E attorno al villaggio ne vediamo tanti, troppi, di adulti così che vivono privi di uno scopo, pronti a fare dell’alcol o della dipendenza di turno l’obiettivo della vita.
La seconda volta ti butti di più nella realtà che ti circonda e nelle relazioni che puoi costruire con chi condivide tempo, spazio e desideri con te.
Azzardi l’utilizzo di un flessibile per la prima volta nella tua vita nella giornata di ferragosto, ti arrampichi sui davanzali per cercare di dipingere un tetto, cominci a fare cose che non faresti in Italia, nella tua vita quotidiana, cominci a fidarti un poco di più di te stesso (cosa che faccio molto poco di mio)e di chi sta intorno, anche se a volte non capisci bene tutto.
La seconda volta infatti ti fai molte più domande su quel che ti circonda, su quel che c’è da fare, sulle priorità nei progetti e sul senso del tuo impegno. Non sempre trovi le risposte, le rispose che vorresti, quelle da Europeo, un po’ curioso e sempre pronto a fare tante domande, forse troppe ed anche inutili come il sottoscritto fa. Ma anche questo, in fondo, è partire e vivere un altrove: cominciare a immergersi nella realtà dove sei, senza stare un gradino sopra essa, pensando di poterla vedere meglio dall’ alto o da lontano.
E’ così che uno degli ultimi giorni di questo mese, bellissimo, ho realizzato che cominciavo forse per la prima volta a sentirmi immerso pienamente in quel che stavo vivendo e in quel che facevo.
Era il quinto viaggio avanti e indietro, sul retro di un camion a trasportare i plinti (una delle tante nuove parole apprese quest’anno) della fondamenta di una nuova grande chiesa, cuore di una comunità, che abbiamo iniziato a costruire e sulle cui proporzioni ho avuto e continuo ad avere dei dubbi. Ma è un discorso a parte.
Quel che conta è che insieme a Bobo, Nicolas, Michele, Federica, Laura, Alessandra e a tutti gli altri stavamo costruendo e trasportando le fondamenta di qualcosa di grande, che qualcuno vivrà, abiterà, che i tanti volti che ti circondano, ti salutano e ti sorridono vedranno crescere.
In quel momento, con la polvere in faccia e un plinto sotto al sedere, su un vecchio camion, forse ho capito ancora di più perché i nostri volontari tornano, perché ha senso e vale la pena farsi costruttori di qualcosa di vero, per qualcuno.
Ho pensato ad alcune righe di una poesia di un poeta italiano, Franco Arminio che avevo letto prima di partire.
La poesia recita così:
La vede solo chi ci ama,
la bandiera che ci sventola nel viso,
la verità per cui lottiamo,
il sogno non ancora ucciso.
Forse, trasportando fondamenta di qualcosa di grande cominceremo a vedere i veri sogni di chi ci circonda e di chi amiamo, quelli che nella nostra Europa o nella silenziosa, perfetta e ricca Zurigo dove sono atterrato teniamo nascosti o neppure cerchiamo più.
Insomma, servirà una terza volta.

Francesco G.

 

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Ringraziamenti per campagna RISO 2018!

Grazie a tutti voi sostenitori!

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NEWS DAL VILLAGGIO – FEBBRAIO 2019

Cari amici e sostenitori,

mi scuso per non avervi fatto avere per molto tempo notizie sul Villaggio San Francesco e sulle altre iniziative dell’Associazione. Sono un uomo di azione e faccio molta fatica a dedicarmi alla comunicazione, pur riconoscendo che è un aspetto importante della vita associativa.

Con l’occasione del nuovo anno e dei relativi propositi, mi impegno a tenervi periodicamente informati.

Villaggio San Francesco

Attualmente i bambini e i ragazzi ospitati sono 459 per la maggior parte ragazzi di strada o estremamente poveri. Per poter dare una sistemazione a tutti, in alcune camere sono stati installati letti a castello a tre livelli, donati da sostenitori americani. Con loro condividono la vita quotidiana (istruzione e alimentazione) 80 bambini ammalati di AIDS provenienti da una struttura nelle vicinanze (S. Filomena). L’alimentazione, abbondante e regolare, e la somministrazione di medicine hanno già dato risultati importanti e in diversi casi è scomparsa la positività.

Vengono inoltre nutrite dal Villaggio 70 bambine della vicina scuola di Santa Clara.

Attualmente 46 ragazzi frequentano le superiori o scuole esterne di formazione professionale.  27 giovani frequentano l’università statale che è adiacente al villaggio e riescono a procurarsi il denaro per la iscrizione svolgendo lavori al Villaggio, anche come tutors per gli altri ragazzi.

4 ragazzi che hanno terminato gli studi lavorano al Villaggio come insegnanti  e 2 sono impiegati in lavori manuali, in cucina, pulizia o manutenzione.

La nostra associazione contribuisce economicamente con un versamento mensile di 7.800 euro per il mantenimento dei ragazzi. Questo importo copre oltre la metà del fabbisogno. Per il resto delle spese siamo impegnati da anni nella creazione di imprese sociali il cui reddito è destinato completamente al Villaggio, sia in forma monetaria per i prodotti venduti, che in natura, per quelli consumati direttamente. Tra le iniziative economiche, oltre al tradizionale allevamento dei maiali e coltivazione agricola, ha un grande sviluppo la produzione di filetti di pesce, consumati in parte dai ragazzi, ma soprattutto venduti sul mercato. Ora le vasche di allevamento sono 4 ed il ciclo produttivo parte dalla fecondazione delle uova fino alla macellazione. Anche la produzione agricola nella zona adiacente al Villaggio e nelle farm contribuisce a una buona parte delle necessità alimentari dei ragazzi. Il Villaggio e la nostra associazione intendono coltivare razionalmente due farm esterne di grandi dimensioni e stanno studiando piani di irrigazione e coltivazione che implicano un sostanzioso finanziamento, attualmente non disponibile.

Il Villaggio raccoglie inoltre fondi da donatori europei e americani, generalmente dedicati a progetti specifici di ampliamento e miglioramento, che i nostri volontari realizzano durante le varie missioni (febbraio, agosto e novembre), come il padiglione sanità di 1000 mq, realizzato su due piani e dotato di servizi igienici, docce e lavanderia.

Durante il 2018 i nostri volontari, con l’aiuto di maestranze locali, hanno costruito una casa di accoglienza per ospitare i volontari o i sostenitori in visita al Villaggio. E’ nel perimetro del Villaggio e può ospitare fino a 26 persone, oltre al sottoscritto, a Padre Francis e a tre collaboratori locali. Ciò permetterà ai volontari di soggiornare in un ambiente migliore, a contatto con il Villaggio, con risparmio sui tempi di trasferimento e sui costi di pernottamento.

Durante la prossima missione di febbraio/marzo verranno messi in funzione i pannelli fotovoltaici donati da nostri sponsor; ciò consentirà al Villaggio la completa indipendenza energetica.

Altri progetti

L’Associazione ha deciso di collaborare con la Congregazione belga dei frati Scheppers per la costruzione di un villaggio in Burundi, destinato a ospitare ed educare circa mille ragazzi profughi di etnia Tutsi rifugiati in Tanzania durante i disordini razziali.
La nostra attività consisterà nella consulenza progettuale e costruttiva, nel procurare i beni di origine europea e nell’assistere la Congregazione nell’approvvigionamento dei materiali reperibili in Kenya. Non è esclusa la partecipazione dei nostri volontari alla costruzione, compatibilmente con le altre priorità.

E’ stato inoltre deciso di aiutare il frate francescano italiano Franco Manenti nella progettazione e nella raccolta fondi per la costruzione dell’ospedale San Francesco a Narok, nel Sud-Ovest del Kenya. Inizialmente verrà realizzato il reparto maternità.

Tra le iniziative di raccolta fondi ricordo la ormai consueta iniziativa Rice for Life, ossia la vendita di riso Carnaroli in occasione delle festività di Natale o in altre occasioni particolari, che contribuisce a finanziare almeno una mensilità di sostegno al Villaggio.

Vi invito ad inviare i vostri suggerimenti ad amicisanfrancescoonlus@gmail.com , il volontario incaricato provvederà a prendere in carico quanto esposto e fornirvi tempestivi aggiornamenti.

Ringrazio tutti per la vostra amicizia, fiducia e sostegno e chiedo il vostro contributo, anche sotto forma di suggerimenti, per migliorare l’efficacia della nostra azione.

 

Osnago, 4 febbraio 2019

ASSOCIAZIONE AMICI DI SAN FRANCESCO – ONLUS

Giancarlo Magni

(Presidente)

HOSPITALITY HOUSE!

UNA STRUTTURA di ACCOGLIENZA nel VILLAGGIO ST. FRANCIS PER FAR SENTIRE I NOSTRI VOLONTARI E SPONSOR SEMPLICEMENTE A CASA!

Lo scopo di questo progetto appena ultimato è di offrire a volontari, sponsor ed amici una casa dove poter alloggiare durante la permanenza al Villaggio St. Francis.

In questo modo, sarà possibile vivere a stretto contatto con i piccoli ospiti del St.Francis ed approfondire la conoscenza della routine del Villaggio e delle persone che vi lavorano costantemente.

Avendo una visione più completa della vita quotidiana al St. Francis Children Village, chi sceglie di sostenerci potrà comprendere più a fondo i progetti che proponiamo e cogliere lo spirito che anima la nostra Associazione.

Ecco, dunque, come si presenta la nostra HOSPITALITY HOUSE a lavori terminati!

 

Hospitality House al St. Francis Children's Village

 

La casa è composta da un salone centrale con cucina e dispensa, da un locale lavanderia e da 10 camere da letto con bagno (5 stanze per lato), per un totale di circa 30 posti letto. In questo modo, siamo in grado di ospitare, oltre ai volontari e agli sponsor, anche tutti coloro che sono semplicemente interessati a conoscere i nostri progetti.

Nella stessa struttura sono presenti, inoltre, gli alloggi per Padre Francis, Nicholas ed Amina, che rimangono al Villaggio tutto l’anno.

 

Hospitality House

 

Ringraziamo di cuore gli sponsor, gli operai del posto e gli instancabili volontari che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto!

RICE FOR LIFE

Anche per questo inverno è partita la campagna RISO!!

2 Kg di RISO CARNAROLI 100% italiano confezionato appositamente per la nostra associazione!

Tutto il ricavato andrà a sostegno dei bambini del St. Francis Children’s Village.

Per info e prenotazioni: Edoardo (3358063297) e Salvatore (3403107860)IMG_7198IMG_7199

RICE FOR A SMILE

RISO PER UN SORRISO!
ecco lo scopo di questa serata!

* Sabato 10 novembre 2018, 5Glam (via San Francesco 5/A, Lomagna)
* APERITIVO a partire dalle 19.30
* CENA, piatto principale: risotto!

RICE FOR A SMILE

 

Dalle strade al Villaggio: Francis Thuranira

Il mio nome è Francis Thuranira e sono nato nell’anno 1992. Con la morte dei miei genitori sono rimasto orfano e sono finito nelle strade di Meru. La vita qui era molto dura e difficile per me: non c’era cibo, né acqua, né vestiti. Tutto mi sembrava un inferno. Dovevo continuamente fare i conti con i maltrattamenti dei ragazzi di strada più grandi, che non perdevano tempo nel rivalersi su di noi più piccoli; é a causa di questi comportamenti che sono stato condotto all’uso di droghe.

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Sono stato nelle strade combattendo con la vita fino al 1999, quando ho incontrato per la prima volta Padre Francis Limo Riwa. Da quel primo     momento, Padre Francis è sempre tornato nei mesi successivi fra le strade di Meru e noi ragazzi di strada, allora, eravamo soliti chiedergli il pane. Ma un    giorno, lui, invece di aiutarci con una pagnotta, ci propose di seguirlo nella sua scuola. Noi accettammo. Fu quel giorno che conoscemmo il St. Francis Children’s Village e cominciammo la scuola.

 

La vita al Villaggio ci sembrò subito meglio che fra le strade. Padre Francis ci veniva incontro per tutti i nostri bisogni primari: il cibo, un rifugio e dei vestiti; in aggiunta a queste cose, ci diede un’educazione. A quel tempo però non c’erano strutture né padiglioni, ma solo semplici stanze fatte di legno e fogli di lamiera. Nonostante questo eravamo contenti.

IMG_1599Con il passare del tempo Padre Francis coinvolse nel progetto nuove persone e, assieme agli amici italiani dell’Associazione Amici di San Francesco, cominciò a costruire degli edifici adatti insieme allo studio e alla vita di tutti i giorni. Il tempo è passato e tutto è cambiato. La vita è migliorata di anno in anno e Padre Francis ci ha guidati attraverso i quattro pilastri della vita: la preghiera, lo studio, lo sport e il lavoro. Queste quattro colonne sono state per noi una reale ed efficace luce da seguire nel nostro percorso. Personalmente, sono cresciuto con questi principi.

Inoltre, la sua fondamentale filosofia del “simple living and high thinking” è stata e continua ad essere il centro del sistema educativo del Villaggio, dalla sua nascita ad oggi.

 

Ho cominciato così i miei studi al St. Francis Children’s Village, passando attraverso la scuola primaria (conseguendo il Kenya Certificate of Primary Education nel 2012) e secondaria. Mi sono impegnato seriamente, superando con successo la classe prima, seconda e terza superiore. Al momento sono all’ultimo anno, il quarto, aspettando e studiando per l’esame nazionale (Kenya Certificate of Secondary Education). Una volta superatolo ho intenzione di iscrivermi all’Università, dove spero di conseguire una laurea in Tecnologie Informatiche. Questo mi darà l’occasione di avere un futuro più luminoso e di sradicare così me stesso dalla povertà, dall’ignoranza e dalla malattia.

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Sono davvero contento di vivere al St. Francis Children’s Village: vedo un futuro diverso e migliore da quello a cui sarei stato destinato dalle mie condizioni iniziali.

Ringrazio di cuore Padre Francis e tutti gli amici che lo supportano. Possiate voi continuare a partecipare all’esperienza del Villaggio, cosicchè io e gli altri ragazzi possiamo camminare strade nuove e ricche di obiettivi. Dio vi benedica.

 

Sinceramente vostro,

Francis Thuranira Sheva