01-2013: Il passato: Loredana (2003) e Antonio (2004)

IL PASSATO DEL VILLAGGIO SAN FRANCESCO, NELLE PAROLE DI LOREDANA E ANTONIO

 
DIFFERENZE
…lacrime calde continuano a scendere involontariamente mentre cerco di addormentarmi nel mio letto caldo e accogliente. Non riesco ad addormentarmi e penso. Sono passati 7 giorni e comunque
continuo a dire a me stessa:” come sono leggera, come sto bene, non ho più quel continuo nodo allo
stomaco”. Sensazione bellissima. Mi è bastato uscire una sera ed andare al cinema, per farmi cedere
in un abisso.
La differenza d’atmosfera che si respira qui da noi è enorme. Eppure questo è un paese piccolo dove
dovrebbe prevalere la semplicità, l’amore per il prossimo, il volersi conoscere. Invece qui non si
saluta nessuno. Tornando a casa in macchina , ricordando il mancato saluto , ho rievocato come era bello a Nchiru, ovunque andavi, ovviamente a piedi, la gente ti salutava e tu volevi salutarli. Bimbi, donne e anziani. …….
…Il piacere del saluto, del riconoscimento, del voler mettersi in contatto con te, la curiosità di
sapere di te. Il sorriso perenne che esiste in quella gente, la felicità che traspare dai loro
sguardi……..
…Avendo avuto la possibilità di stare molto più a contatto con la gente locale, sia per questioni
logistiche , sia per la conoscenza dell’inglese, ho portato a casa un po’ della loro serenità e della loro felicità.
Ritornerò!
Loredana (Meru, febbraio 2003)

 

 

COMUNITA’
…..Al Villaggio S. Francesco , quando cala la notte, tutti i volontari raccolgono il proprio zaino e
salgono con fatica sul minibus che li riporta al meritato riposo notturno.
Ed è proprio in questi magici trenta minuti che una volta di più si coagula il sentimento di amicizia e di affetto reciproco che caratterizza ormai da tempo il lavorare assieme per questo progetto, che tutti sentono ormai proprio.
Nella mente scorrono velocemente i volti dei ragazzi che per molta parte del giorno hanno incontrato i nostri, con saluti e volte raggianti, a volte scanzonati, spesso molto timidi……
La gioia e l’eccitazione dei bambini quando arrivano le tute rosse che parlano italiano, contagiano
tutto e tutti.Patrick Kinoti , un ragazzo del villaggio, così scrive nella sua lettera al proprio sponsor in Italia:
“ Caro amico, prima di tutto ricevi tanti saluti da me, Patrick. Come stai in Italia? Io spero tu stia bene così come noi stiamo bene qui al villaggio S. Francesco. Mi piacerebbe che tu venissi quando vengono gli altri italiani per aiutarci ad imparare . Al S. Francis siamo molto felici quando vengono gli italiani. Io prego il Signore che ti benedica, e spero che il Signore ascolti le mie preghiere, nello stesso tempo spero che le mie preghiere servano anche per gli altri italiani così che continuino a venire ad aiutarci”……..
Come diceva Suor Lia , in un memorabile lettera :” Go and tell everyone!” Andate e ditelo a tutti!!!!
“Ora ho una casa, una famiglia, so leggere e scrivere, guardo il futuro con gioia, amo la vita!”
Antonio (Meru, 2004)