02-2013: Il passato recente: Anna,Laura e Maurilio (2010)


E le maestose acacie ,
sulla terra rossa, t’inebriano di pace.
Tante volte hai ascoltato
Il rombo dei tamburi
Di genti lontane,
hai amato il colore della loro pelle
Africa deserta, ma ricca di sole ardente,
tu sei sempre presente
nei ricordi della mia mente…..

Anna (Meru, 2010)
Africa.
Non ho mai creduto a chi dice che i luoghi possono mancarti tanto quanto le persone. Eppure a mesi di distanza mi devo ricredere. Il mal d’Africa esiste eccome. Ogni giorno il cuore si stringe, la mente si riempie di ricordi, le immagini non si staccano dagli occhi e l’odore della terra rossa torna forte come se stessi ancora calpestandola.
La terra egli elefanti, dell’orizzonte sempre presente, delle stelle come luci giganti, dei sorrisi, del selvaggio, dell’altro mondo. L’altro mondo che avrei voluto portare a casa, ficcandolo nella valigia insieme ai manghi e alla papaya. Il mio pensiero da mesi vola sempre fisso in quella direzione, a km di distanza dritto verso Peter e verso tutti i Peter che ho conosciuto.
Faccia color cioccolato, sorriso bianco e irregolare, occhi grandi e luminosi nonostante il buio che
in quei nove anni quegli occhi hanno già conosciuto. Penso a Peter e mi chiedo se anche lui, tra i giorni che scorrono tutti uguali tra la terra polverosa e il cielo di ogni colore, pensa al suo sogno.
Mi chiedo cosa scriverebbe nella lista dei desideri da far volare alta in cielo. Mi chiedo cosa ci sarebbe scritto se delle lettere ricche di pensieri e progetti partissero dall’Africa. Sarebbero impolverate di terra rossa in ogni centimetro di foglio e rimarrebbe attaccato l’odore di quel posto. Volerebbero nel cielo dalla mattina alla notte e chiederebbero di essere ascoltate ma senza prepotenza, pazienti e senza troppe aspettative.
Peter non chiederebbe troppo.
Peter non chiederebbe qualcosa di originale, strano o sfavillante.
Chiederebbe lo scontato. Un sogno scontato e ovvio che duri una vita, un sogno semplice.
Chiederebbe il suo sogno per domani.
La sua semplice possibilità di rimanere nella terra degli elefanti con un sogno per domani, per la vita.
La semplice possibilità di diventare un piccolo uomo normale. Sarebbe il minimo che una bacchetta magica dovrebbe concedergli dato che in quei nove anni ha già vissuto i sentimenti più terribili che si sperimentano solo lungo una vita intera, o i più fortunati per sperimentano mai.
Se lo meriterebbe senza dubbio il suo sogno scontato.
Alle bacchette magiche non possiamo più credere, ma possiamo diventare un frammento di quel sogno, un pezzettino di futuro, una briciola per la possibilità che ognuno dovrebbe avere. Peter non scriverà mai una lettera con il suo sogno, ma lo terrà stretto dentro di se e ogni volta che lo osservi puoi trovare quell’espressione che non ho mai più ritrovato qui: l’espressione del bambino più felice del mondo, senza niente, ma con un sogno stretto nel cuore.
E tu diventerai la persona più felice del mondo, solo per essere lì. Insieme.
Africa, dove ogni emozione è tua, ma anche loro.

Laura (Meru, 2010)
SULLA LINEA DELL’EQUATORE
Ai margini delle tue strade la gente va e viene
da dove e verso cosa non si sa
sembrano tante formichine operaie
indaffarate in cose a noi incomprensibili
nella magica e dura realtà della savana
animali sognati ma visti solo sui libri
passeggiano spensierati senza preoccuparsi di essere sotto i riflettori
dal nulla assoluto spuntano alcune capanne di sterco
di una famiglia masai che vive allevando pecore e dromedari
in questo angolo di mondo lontano da tutto e da tutti
dove solo il sole e la luna la fanno da padroni
un gruppo di bambini rincorre una palla di carta
sereni ma a piedi nudi con vestiti logori e stracciati
con la polvere che schiarisce il colore della pelle
ma con quel sorriso che infonde buonumore
anche se guardandosi intorno c’è solo
da rimboccarsi le maniche per garantire anche a loro…un futuro
dalla linea dell’equatore spunta un tramonto straordinario
che rende magiche le acacie e tutto quello che gli sta intorno
in un attimo scende il buio totale
e sopra le nostre teste spunta un tetto di stelle
al risveglio siamo di nuovo a casa
ma con nel cuore un ruggito , quello di un paese e della sua gente.

Maurilio (Meru,2010)